Oggi leggevo questo articolo su Kevin Durant e mi è tornato in mente quando iniziai a lavorare con la blockchain ed ero affascinato dall’idea di avere il pieno controllo dei miei asset digitali. Nessuna banca, nessuna autorità centrale, nessun intermediario:
Solo io e le mie chiavi.

Ma è proprio lì che ho scoperto il “lato oscuro”: senza consapevolezza, la libertà può trasformarsi in vulnerabilità.
Se Kevin avesse perso le chiavi del suo Wallet personale (hardware e software) non ci sarebbe stato nessuno a cui poter chieder aiuto, nessun servizio clienti, nessun “reset password”, se così fosse non sarebbe vera decentralizzazione.

Quello che è mio resta mio… finché so come custodirlo.

Questa ci deve far capire che il vero valore della blockchain non è solo nella tecnologia, ma nella responsabilità sia personale che organizzativa nelle aziende di chi decide di adottarla.
Essere parte di un sistema decentralizzato significa prendersi cura dei propri strumenti, conoscere i rischi e non delegare ad altri la propria sicurezza.

👉 È una rivoluzione, sì, ma non è per chi cerca scorciatoie.

Ed un altro tema molto importante è:

❓Qualcuno oltre me sa cosa ho/abbiamo?
E sa come e a chi rivolgersi di fiducia per aiutarlo a recuperare tutto nel caso io non sia nella possibilità di farlo?
Ci avete mai pensato?