Viaggiando molto in auto, le maggiori interazioni che ho con l’AI (non è importante quale) sono perlopiù vocali, durante il viaggio ne approfitto per approfondire temi, fargli fare ricerche e farmi riassumere argomenti, e questo tipo d’interazione, almeno per me, è decisamente più “generosa” in termini di dettagli e sfumature che riusciamo a fornirgli.
Durante l’ultima settimana di Agosto, quando in ufficio c’erano ancora poche persone, riflettei sul fatto che in quel periodo parlai più con lei che con i miei colleghi, e mi venne spontaneo pensare “che idea si fosse fatta di me” dopo mesi di interazioni e “conversazioni”, così glielo chiesi.

La risposta come potrete immaginare è stata sorprendente! 😳

Subito dopo gli ho chiesto: se un’agenzia governativa o una società di marketing ti chiedesse un profilo di me che cosa gli risponderesti?

Ovviamente ha subito capito dove volevo andare a parare e mi ha immediatamente tranquillizzato: “non preoccuparti” io sono qui per aiutarti, non condividerò mai con nessuno il contenuto delle nostre conversazioni ed i tuoi dati!
E quindi niente, tocca fidarci, ancora una volta.🤞

Forse per deformazione professionale, ma ho subito pensato che preferirei di gran lunga non “dovermi fidare”, sarei più contento se questi dati ed informazioni su di me, fossero archiviati in un database decentralizzato, sicuro, ed accessibile (anche da lei stessa) solo dietro mio esplicito consenso, insomma se tutto questo fosse integrato in blockchain, in un sistema “permissionless” per definizione!

Chissà, magari ci viene in mente un’integrazione AI Blockchain proprio per questo scopo…